sabato 7 agosto 2010

Volevo dirti, ma scrivo

Le tue parole dal pozzo
sono scure
sincere con forme d'inganno
dure eppure alte di slancio
Ma non lettere d'alfabeto
io cerco
o lusinghe d'amore
io m'"accontento"
di ben altro
Pretendo magie
Misteri di chimica
che non voglio svelati
e profondità di luoghi da esplorare
e pensieri sul mondo
che non ci appartiene
che è di tutti e di nessuno
ma dove io ti vedo
ci sei e mi tocchi
e sei più vivo che mai
anche senza umidità di lacrime



Non ho certezze di me
da fondare nell' essere infedele
o debiti con un passato che m'affama
da saldare con uomini
da possedere o solo da guardare bramosa
Eppure non sono paga, nè quieta
nè cieca o sorda.
E sono libera
E apprezzo e sono avida di cose buone
Ed ho trovato una cosa:
il ciglio del tuo pozzo
E' un posto bellissimo
che vorrei fosse così anche per te
Lì mi piace restare
giocare e farmi guardare
e intrecciare le tue mani e il mio sguardo
il nero e la luce
il precipizio e l'orizzonte


(la foto è mia e ritrae una piccola "bocca" vulcanica)

2 commenti:

baskerville ha detto...

come stare sulle ciglia di un occhio quando ride

l'altra effe ha detto...

bellissimo commento, bask!:) e io che me lo ero perso, assentandomi..