domenica 25 gennaio 2009

un pezzo di mail




..dimenticavo di dirti che negli ultimi giorni ho dormito male, sai, per via del bruciore di stomaco e per quel fastidio al braccio..Che poi non è nemmeno per questo, ma è vero il bruciore, e anche il braccio col suo dolorino sordo..Stamattina mi sono alzata alle 10. Ho recuperato, e devo aver sognato di te, che pure non ti sogno, ad occhi chiusi, intendo..e devi avermi almeno baciata..il letto era molto caldo e anche io..


Adesso chiudo, chè vado da L, sai, la "p
iccola" L. Sta poco bene. Ed il mio dvd con "la foresta dei pugnali volanti" e dei kiwi appena raccolti le farebbero piacere. E e a me di
vedere lei e, per una volta, contenta lei con le mie cose..

venerdì 2 gennaio 2009

Copiato d'autore: la prova del miele

L'amore, come lo vive e lo teorizza una donna musulmana, colta, che vive a Parigi.
L'amore tra testi erotici e immaginario orientali mescolato alla pratica "multi-uomo" di una sensuale e disinibita donna dei nostri giorni. In sintesi è questo ciò di cui parla il libro "La prova del miele" della poetessa siriana Salwa Al-Neimi, edito da Feltrinelli - I narratori - 2008.
In rete si trova già parecchio su questo romanzo. A me va di copiore qui alcuni brani, rigorosamente non in ordine di apparizione nel testo, ma secondo l'ordine più congeniale ai miei gusti e alle mie fantasie.
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||Il maestro sùfi al-Giunayd diceva: ho bisogno di sesso come ho bisogno di cibo. Io ho un bisogno fisico di acqua, di sperma e di parole. Questi tre elementi mi sono essenziali, senza di loro non posso vivere, regolano la mia sregolatezza e mi agevolano l'esistenza.
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Una volta, il Pensatore mi ha scritto una lettera. Una lettera che parlava d'amore. Mi sono detta: "Come può usare la parola amore?" Io la evito nel modo più assoluto, con lui e con gli altri. Non so cos'è l'amore, so cos'è il desiderio. L'amore appartiene ad un aldilà che mi oltrepassa, mi rifiuto di corrergli dietro. La passione, mia e dell'altro, la capisco, la vedo, la tocco, la respiro, vivo i suoi effetti e le sue trasformazioni. E' lei sola a condurmi per mano nei miei spazi inesplorati.
L'amore è per l'anima, la passione è per il corpo. Io non ho un'anima. Questa frase mi ha assillato anche prima che scoprissi che in una certa epoca le donne sono state private della loro anima. Da bambina, non ho trovato la mia anima. Da grande, non mi sono data la pena di cercarla. "Io non ho un'anima." Questa frase è scolpita nella mia mente, ha attraversato tutta la mia vita. Sono solo corpo, lo so, non possiedo nient'altro. Il mio corpo è la mia intelligenza, la mia consapevolezza, il mio sapere. Chi desidera il mio corpo mi desidera. Questo è il solo amore che conosco, tutto il resto è letteratura.
All'inizio, il Pensatore mi ha chiesto: "E' solo il sesso a tenerci insieme?". Io non ho risposto. Non gli ho detto: "Io amo solo con il corpo, non ho altri modi per esprimere l'amore".
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Ha detto Ibn al-Azraq: Ogni desiderio che l'uomo asseconda gli indurisce il cuore, eccezion fatta per l'atto sessuale. Ecco io ci tengo a mantenermi tenero il cuore.
Se anche succedeva di parlare di sesso con qualcuno, mi ero abituata a restare su un livello teorico. Potevo citare episodi tratti dai libri che leggevo o dalla vita degli altri, ma la mia, di vita, la tenevo ben nascosta in una lampada che strofinavo quand'ero sola perchè ne uscisse il genio dei miei ricordi.
E' arivato il Pensatore e gli ho detto di si.(..)A letto gli ho parlato delle mie letture clandestine e i due segreti si sono mescolati uno nell'altro per diventare un unico fiume. (..)
Con lui, penso di aver raggiunto uno stadio di consapevolezza del sesso che sarebbe impossibile dissociare dalle mie letture. La pratica ha incorportao la teoria: un incontro del genere non poteva che scatenare scintille.(..) La libertà di espressione degli autori antichi mi sfidava con parole che non avevo il coraggio di usare, nè parlando, nè scrivendo. Una lingua eccitante. Non potevo leggere una riga senza bagnarmi. Nessuna lingua straniera riesce ad eccitarmi in questo modo. Per me, l'arabo è la lingua del sesso. (..) I testi erotici arabi fanno parte del mio patrimonio culturale. Parte del mio immaginario. Della mia vita sessuale. Prima del Pensatore, con lui e dopo di lui. Nel cuore di questo intreccio di esperienze, dipanare un unico filo è cosa impossibile. La compenetrazione è organica. Si, organica. Quale altra parola pottrei usare?
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Ho un animo poligamo, lo so, come quasi tutte le donne. Ci hanno insegnato il contrario, ma io so di essere poligama per natura. Poligamia non è la parola giusta. Dovrei avere il coraggio di dire "poli amante", o almeno "multi-uomo".
Qualche anno fa, in un'intervista, ho sentito Alberto Moravia parlare della naturale "molteplicità" delle donne. E' stata una rivelazione. Moravia aveva messo in parole quello che già sapevo a livello teorico e già vivevo nella pratica. (..) Ho ascoltato le idee prima o dopo il Pensatore? Di preciso, non lo so.
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Il Pensatore è una storia a sè.
Divido la mia vita in due epoche: a.P. e d.P., prima e dopo il Pensatore.
Arrivavo da lui completamente bagnata. Mi bastava pensarlo perchè il sangue cominciasse a ribollirmi dentro. Il Pensatore mi ripeteva : "Sei sempre eccitata. Ti ho visto sempre e solo così". Io sorridevo senza stare a spiegargli che era lui la causa della mia febbre. Mi gettavo su di lui e la sua analisi trovava conferma.
(..) Prima di ogni altra cosa, faceva scivolare il dito tra le mie cosce per controllare "il miele", così lo chiamava. Lo assaggiava e poi poi mi baciava spingendomi la lingua fino in fondo. Io gli dicevo: "E' evidente che stai obbedendo alla lettera alle disposizioni del profeta e metti in pratica il suo insegnamento: Che nessuno di voi prenda la sua donna come fanno gli animali. Che tra voi ci siano dei messaggeri: il bacio e la parola. Cosa peraltro confremata da 'Aishà, la sua sposa preferita: Il Profeta di Dio, quando baciava una di noi, le succhiava la lingua".
Come potevo ignorare questa eredità? Ma non c'era bisogno di ricordargliela: in queste cose è un musulmano d'eccellenza. Come me.
Andavo da lui al mattino, prima del lavoro. Facevo le scale di corsa: Avevo appena suonato che lui apriva veloce la porta, come se mi stesse aspettando, ancora mezzo addormentato. Mi spogliavo e scivolavo nel letto, eccitata. Lo abbracciavo e mi mettevo ad annusarlo. Lui scostava le coperte e, lentamente, mi passava la mano sul corpo, dappertutto. Serio e felice, si godeva il mio miele. Io lo percorrevo tutto con le labbra, i miei occhi si aprivano, mi si apriva il corpo. Trovavamo il nostro ritmo, l'equilibrio tra la mia impazienza e il suo gustare lentamente il piacere. Il tempo passava senza che ci staccassimo. Senza che ci fermassimo. Sotto di lui, sopra di lui, al suo fianco, di pancia, in ginocchio. Tra una posizione e l'altra mi ripeteva la sua solita frase: "mi è venuto un pensiero". Non era mai a corto di idee, lui, e io amo la filosofia, il mondo delle idde e dei pensieri. E così l'ho chiamato il Pensatore.
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(..) Ha detto (il pensatore n.d.r.): "Ci sono due tipo di donne: la donna lattugha e la donna tizzone". E io?" gli ho chiesto maliziosa: Lui non risponde, preferice attirarmi a sé. Mi distendo sopra di lui, assaporo la sua saliva mentre mi bacia gli occhi e le labbra. Mi accarezza il ventre, io apro le gambe. Lui mi penetra in profondità per consumarsi insieme a me. Mi sarebbe piaciuto domandargli: "E gli uomini? Di quanti tipi sono, gli uomini?", ma stavo godendo e mi sono dimenticata di chiedere.||

giovedì 1 gennaio 2009

Tempo che passa, tempo che viene

L'ho scritta domani, tra un'ora o due, o tra qualche anno..

Corro piano piove lento.
Tappeto di marciume sotto alle scarpe
melma salmastra e grigio di mare.
Chissà se anche tu vedi questo freddo e queste nuvole tetre
o sei solo coi tuoi sogni
dove io ci sono e non ci sono.

A pensarci bene io non tremo affatto
Non sento freddo
Sto bene
mi solletica la pioggia che mi cola sul volto
e mi scivola dalle mani.
Anche bagnata così
potrei scaldarti
dal buio e dal freddo

e dalla pioggia
nell'ozio vuoto delle vacanze
o nella frenesia di tutti i giorni.
Potrei farlo sempre

Basterebbe soltanto che tu mi sognassi

lunedì 22 dicembre 2008

Bodypainting




..lo so, non c'entra niente col Natale, ma a me è piaciuta molto. E' semplicemente un' immagine trovata cercando su Google immagini.
A me sembra insieme bodypainting e una forma di panismo, di cui parlavo qualche post fa.
E se la moda e l'idea del corpo dipinto vi piace, andate qui, ci trovate degli ottimi esempi.

Buon Natale e buone feste da parte mia!



P.S. I commenti non sono disattivati, anzi, passate pure, e mi sentirò meno sola in questo angolo sperduto di web

martedì 16 dicembre 2008

Jonny come home

Mentre corro al lungomare mi piace ascoltare solo le onde andare e venire, e sbattere contro gli scogli, nient'altro nelle orecchie. Oggi, però, è passata un'auto con la musica ad alto volume: Jonny come home dei Fine Yong Cannibals, e mi sono ricordata di C. Ogni tanto ci penso ancora, chissà che (brutta) fine avrà fatto.....E se invece no? E se ci si rivedesse? Che direi, io, dopo un foro di vent'anni nella testa?

venerdì 5 dicembre 2008

Due vecchi appunti

Posto qui due vecchi appunti, "acconciandoli" un pò meglio di quando li ho presi. Riguardano la vita, la morte, il dolore, il disincanto, e un 5 dicembre.

Prima che la memoria passi ad altro, due appunti di pensieri, nient’altro che brevi annotazioni, voglio trattenerli, così come sono, ma trattenerli, in parole scritte e non cancellate.

Sono due occhi, il primo appunto, due occhi tristi dentro una macchina che mi sfugge accanto. Li ricordo ancora dopo dieci anni..Erano occhi “persi di vista” da anni, ricordi in forma di giochi di parole..Occhi che m’hanno “detto” senza dire, che io ho “visto” col cuore, senza palpebre e ciglia. Non seppi subito il motivo di quella tristezza, nè se tale fosse davvero. E come avrei potuto saperlo? Ormai non frequentavo più quegli occhi, da tempo, potevo solo incontrarli per caso, tenendomi stretta al pudore di non chiedere. Il motivo però quella volta non tardai a scoprirlo. Lo seppì qualche settimana dopo, una sera di dicembre, un 6 di dicembre di tanti anni fa. Prima di entrare in ospedale a vedere mio nipote appena nato, il mio sguardo si attardò sugli annunci mortuari, e io lessi e rilessi e nei fui certa. Seppi così che il giorno prima, il 5 dicembre, era morto suo padre. Non mi ero sbagliata. Quegli occhi che io avevo visto per pochi secondi, tristi dietro ad un volante, tristi lo erano veramente: avevano dentro tutto il dolore di un figlio che sa che ha poco tempo, ormai, per guardare suo padre..

Il secondo appunto è un "giovane vecchio" di sessantotto anni che mi racconta delle cose. "Non ho più vizi, ormai. Non bevo e non fumo più. Sigarette, intendo. Le sigarette non le fumo più..Ma le canne si, ne fumo tre al giorno, non mi fanno male, anzi, mi fanno stare bene, calmo e rilassato. Cinquant’anni fa ci facevo il tè, con la marijuana, sa? Ma i problemi vennero con l’alcool…Mah..Tutto passato…bere, fumare..Ora vivo solo, ma ho avuto tre donne, e sei figli nella mia vita: tre con la prima, uno con la seconda e due con la terza, tre maschi e tre femmine in tutto! Il primo ha 42 anni e l’ultimo 10. Non sono nonno. Sono ancora padre. Ma..essere padri non è fondamentale..Il padre resta sempre un pò “staccato”, a distanza, dai figli..Quella che è importante è la madre..”…Avrebbe continuato ancora..Qualche minuto di più e, se non lo avessi fermato, per fretta e per riserbo, m’avrebbe srotolato i dettagli della sua vita. M’avrebbe detto tutti i suoi personali “appunti” vissuti in questo suo modo magari discutibile o poco esemplare. Appunti che mi auguro d’avere trascritto, io qui, senza giudizio alcuno. Semmai con un senso, che m’è rimasto, di rispetto per la persona, la sua età e la sua dignità, di “vecchio saggio spericolato”

martedì 2 dicembre 2008

La cagna

Amore di cagna..Bellissima cagna-Catherine Deneuve..Bellissimo padrone-Marcello Mastroianni..
Ho visto per caso questo vecchio film di Marco Ferreri. E l'ho visto del tutto impreparata. Forse per questo mi ha stupito. E quando una cosa (o una persona) riescono a stupirmi, io la seguo con occhi incantati..
E' un film molto ironico, una originale metafora sulla fuga dai condizionamenti sociali e dalla banalità dei rapporti amorosi. L'ho visto come un affascinante gioco d'amore tra lei - che si impone a lui come donna portata dal mare, e si sostituisce al suo cane, uccidendolo e facendosi cagna per il suo padrone - e lui - solitario, eccentrico disegnatore di fumetti, che domina, addestra e protegge la sua "cagna".
Il tutto in uno scenario di isola sperduta, mare-sempre-mare-sempre-cielo-e-nuvole-sempre-sabbia-e-rocce